
Gianfranco Baruchello (Livorno, 1924 – Roma, 2023) è stato artista e pittore italiano il cui approccio concettuale pionieristico è centrale nella storia dell’arte italiana del XX – XXI secolo. Nato a Livorno, dopo i primi studi in Giurisprudenza, si dedica completamente all’arte. Nel 1959 lascia definitivamente l’industria per dedicarsi interamente all’arte. Questo passaggio segna l’inizio di una ricerca che attraverserà molte decadi, e che abbraccerà linguaggi differenti: pittura, disegno, oggetti, installazioni, film, performance, azioni, sperimentazioni materiali, editoria. Di fatto sin da giovane si avvicina alla poesia italiana e francese, alla filosofia, alla storia della politica, alla psicoanalisi e alla letteratura. Fu un grande lettore, tanto da aver raccolto una biblioteca con numerosi esemplari, ora di proprietà della Fondazione in suo nome, che rispecchiano gli interessi che hanno animato da sempre la sua ricerca. Nei primi anni Sessanta partecipa alle tendenze più sperimentali del momento: a Parigi incontra figure come Roberto Matta e Alain Jouffroy; nel 1962 conosce Marcel Duchamp, un incontro che si rivelerà molto significativo per la sua poetica. Nel 1964 soggiorna a New York, avendo modo di confrontarsi con le correnti del Pop Art e dell’Espressionismo Astratto. In questi anni elabora i suoi primi alfabeti personali di segni, costruendo un linguaggio fatto di frammenti, tracce e connessioni impreviste. Utilizza materiali residuali e oggetti trovati, trasformandoli in elementi di un sistema aperto in cui immagini, parole e forme convivono in una continua relazione di adiacenza.L’artista fa della scrittura e dell’intertestualità strumenti concettuali: l’immagine e la parola diventano intercambiabili, capaci di sostituirsi e di rispecchiarsi reciprocamente. Nel 1963 ha tenuto la sua prima mostra personale alla Galleria La Tartaruga di Roma, presentata da Alain Jouffroy: segni, lettere e disegni erano gli elementi costitutivi di una meticolosa pittura in miniatura realizzata su grandi superfici bianche. Questa tensione tra testo e figura attraversa tutta la sua opera, delineando un pensiero visivo che si muove tra pittura, collage, annotazione e riflessione filosofica.Amico di Mario Schifano e Tano Festa, in dialogo con i poeti e gli scrittori del Gruppo 63 – tra cui Nanni Balestrini ed Elio Pagliarani – Baruchello concepisce l’arte come una forma di conoscenza, un’avventura nel sapere che interroga i confini tra realtà, linguaggio e immaginazione.
Dal 1973 ha avviato l’operazione artistica Agricola Cornelia SpA, un’azienda agricola insediata in un terreno acquistato in via di Santa Cornelia, alla periferia di Roma, realizzata “con lo scopo sociale di coltivare la terra”. In questi anni ha sviluppato opere sui temi della casa e dell’abitare. Nel 1998 ha istituito, con Carla Subrizi, la Fondazione Baruchello con l’intento di far confluire in una istituzione riconosciuta oggi a livello giuridico, gli interessi, le idee che nel tempo sono diventati beni materiali (libri, opere, documenti, archivi) in modo tale che potessero, dal 1998, divenire una sorta di punto di partenza per i giovani, sia artisti che studiosi.
Negli ultimi decenni opere di Baruchello sono state acquisite da importanti musei internazionali, tra i quali il Philadelphia Museum of Art; MACBA, Centre Georges Pompidou di Parigi; MAXXI a Roma; Madre di Napoli, ZKM Karlsruhe, Deichtorhallen Amburgo, tra altri. Ha più volte partecipato alla Biennale di Venezia (1976-80, 1988-90, 1993, 2013) e a Documenta di Kassel (1977, 2012). Dal 2011 una serie di retrospettive si sono tenute in Italia e all’estero; Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma, (2011); Deichtorhallen Sammlung Falckenberg, Amburgo (2014); ZKM, Karlsruhe (2014); Triennale di Milano (2014); Raven Row, Londra (2017); Villa Arson, Nizza ( 2018); Mart, Rovereto (2018). tra le mostre recenti c’è Mondi possibili a Villa Farnesina, Roma (2025) organizzata da Carla Subrizi, Accademia Nazionale dei Lincei insieme alla Fondazione Baruchello
Gianfranco Baruchello (Livorno 1924 – Roma 2023)
Via della Reginella 3 – 00186 – Rome
Via di Sant’Ambrogio 26 – 00186 – Rome
email: artecontemporanea@ericafiorentini.it
tel.: (+39) 06 3219968
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