
Gino De Dominicis (Ancona, 1947 – Roma, 1998) è stato un artista italiano di rilievo internazionale, noto per la sua ricerca sul tempo, l’immortalità e la percezione, con opere tra scultura, pittura, performance e video, tra cui Seconda soluzione d’immortalità presentata alla Biennale di Venezia del 1972, e la Calamita cosmica esposta al Museo d’Arte Contemporanea di Grenoble.
si forma all’Istituto Statale d’Arte di Ancona, diretto dall’architetto Ettore Guerriero. Nel 1967 espone per la prima volta nella galleria fondata dal padre Mario ad Ancona con lavori di ispirazione figurativa e, dopo un periodo di viaggi, nel 1968 si trasferisce a Roma, dove entra in contatto con il gruppo Laboratorio ’70. Qui esordisce sulla scena romana con un gesto d’arte a Piazza del Popolo, documentato nel cortometraggio Zoomtrack (1968-1969) e confluito nel video Esperienze presentato al MAXXI nel 2010. Nel novembre 1969 espone alla galleria L’Attico i lavori realizzati nei due anni precedenti, accompagnando la mostra con un manifesto contenente il proprio necrologio.
La ricerca artistica di De Dominicis si articola in due periodi principali: tra la fine degli anni Sessanta e la fine degli anni Settanta predilige installazioni e sculture che esplorano il rapporto tra tempo e eternità, come teorizzato nella Lettera sull’immortalità del corpo (1970), e nel secondo periodo, dagli anni Ottanta fino alla sua morte, si dedica quasi esclusivamente alla pittura figurativa, con figure, volti e architetture dalle prospettive rovesciate. Tra le opere chiave del primo periodo si ricordano la scultura Il tempo, lo sbaglio, lo spazio (1969), i filmati Quadrati cerchi e Tentativo di volo(1969), gli oggetti invisibili come Cubo, Cilindro, Piramide, e il tableau vivant Zodiaco (1970), realizzato sotto l’influenza delle opere di Jannis Kounellis. Alla Biennale di Venezia del 1972 presenta Seconda soluzione d’immortalità (L’universo è immobile), in cui un giovane con sindrome di Down osserva il Cubo invisibile, la Palla di gomma e la Pietra di Attesa, ipotizzando un universo immobile e immortale secondo le teorie di Emanuele Severino.
Negli anni Ottanta De Dominicis approfondisce la figurazione ispirandosi alla civiltà sumera, alle figure di Urvasi e Gilgamesh, e sviluppa opere con architetture dalla prospettiva rovesciata che collocano il punto di fuga alla posizione dell’osservatore, creando una dimensione infinita e senza tempo. Partecipa a diverse edizioni della Biennale di Venezia, nel 1985 vince il Premio Internazionale della Biennale di Parigi e nel 1990 realizza per la mostra antologica al Museo d’Arte Contemporanea di Grenoble la Calamita cosmica, un gigantesco scheletro umano lungo ventiquattro metri. Rifiuta l’invito a partecipare al documenta di Kassel nel 1982, confermando la sua indipendenza dalle istituzioni artistiche.
Muore a Roma il 29 novembre 1998, all’età di 51 anni, lasciando un’eredità artistica caratterizzata dall’esplorazione radicale dei concetti di tempo, immortalità e percezione, attraverso un linguaggio che attraversa scultura, pittura, performance e video, con opere presenti in importanti collezioni pubbliche e private e ancora oggi fonte di studio e ispirazione nel panorama dell’arte contemporanea.
Tra le mostre recenti; “Immaginaria. “Logiche d’arte in Italia dal 1949” Palazzo Montani Leoni a Terni (2019); “Ciao maschio” alla Galleria D’arte Moderna e Contemporanea di Roma (2021); “Corpus Domini: Dal corpo glorioso alle rovine dell’anima” al Palazzo Reale di Milano (2021).
Gino De Dominicis (Ancona, 1947 – Roma, 1998)
Via della Reginella 3 – 00186 – Rome
Via di Sant’Ambrogio 26 – 00186 – Rome
email: artecontemporanea@ericafiorentini.it
tel.: (+39) 06 3219968
©2025 E.R.A. S.r.l. All Rights Reserved – Privacy Policy – Cookie Policy