
Mario Mafai (Roma, 1902 – 1965) nacque da Eleonora De Blasis e da padre ignoto; il cognome Mafai gli fu attribuito dalla levatrice e, nel 1935, fu aggiunto quello del compagno della madre, Mario Volpe. Lasciata presto la scuola regolare, frequentò con Scipione la Scuola libera del nudo all’Accademia di Belle Arti di Roma. La sua formazione e poetica rimasero legate a Roma, tra gallerie, musei e la biblioteca di Storia dell’Arte di Palazzo Venezia. Dopo l’incontro con Antonietta Raphaël, pittrice e scultrice, con la quale intraprese un lungo sodalizio affettivo e artistico e dalla quale ebbe tre figlie, Mafai esordì nel 1927 con la “Mostra di studi e bozzetti” organizzata dall’Associazione Artistica Nazionale in Via Margutta, per poi partecipare nel 1928 alla XCIV Mostra degli Amatori e Cultori di Belle Arti e, nel 1929, al Convegno di giovani pittori a Palazzo Doria.
Negli anni Trenta la sua carriera si consolidò: nel 1930 trascorse alcuni mesi a Parigi, ma tornò a Roma dove partecipò a mostre con Scipione e altri giovani pittori della cosiddetta “Scuola di via Cavour”, definita da Roberto Longhi. Espose alla I Quadriennale di Roma (1931), alla XVIII Biennale di Venezia (1932), alla II Quadriennale di Roma (1935), vincendo un premio, e alla XXI Biennale di Venezia (1938) con una sala dedicata a lui e Alberto Ziveri. In questo periodo partecipò anche alla mostra itinerante “Exhibition of Contemporary Italian Painting” a San Francisco (1935) e realizzò personali a Roma e Milano tra il 1937 e il 1940. Nel 1939 si trasferì con la famiglia a Genova per sottrarre Antonietta Raphaël alle discriminazioni razziali e, durante la guerra, il suo stile si fece più scuro e inquieto. Nel 1940 vinse il Premio Bergamo.
Nel dopoguerra Mafai partecipò alla XXIV Biennale di Venezia del 1948 con una personale di opere prodotte dal 1938 al 1947 e si iscrisse al PCI. Nel 1949-1950 contribuì alla formazione della collezione Verzocchi, realizzando, tra le altre, Gli scaricatori di carbone, e alcune sue opere furono esposte al MoMA di New York. Partecipò alla VII Quadriennale di Roma (1955), alla Biennale del 1958 e alla Quadriennale del 1959, dedicata alla Scuola romana. La sua ricerca evolse verso l’informale e la sua ultima personale si tenne alla Galleria L’Attico di Roma nel 1964. Nel 1965, anno della sua morte, gli fu dedicata una retrospettiva nell’ambito della IX Quadriennale nazionale d’arte di Roma. Il Comune di Roma gli ha intitolato la “Galleria Mario Mafai” a Tor Marancia.
Mario Mafai (Roma, 1902–1965) è stato un pittore italiano tra i protagonisti della Scuola romana, noto per il suo anti-impressionismo, le opere figurative e informali, le partecipazioni a Biennali e Quadriennali, e la sua influenza nel panorama artistico romano del Novecento.
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