
Mario Schifano nacque a Homs, in Libia, il 20 settembre 1934, da genitori italiani. Dopo il rientro della famiglia in Italia si stabilì a Roma, dove il padre lavorava come restauratore presso il Museo Etrusco di Villa Giulia. Schifano ebbe una formazione da autodidatta, cominciando come restauratore accanto al padre prima di avvicinarsi alla pittura in modo personale.
Negli anni ’50 iniziò a esporre e a frequentare gli ambienti artistici romani. Nel 1960 tenne la sua prima mostra personale alla Galleria La Salita, insieme ad Angeli, Festa, Lo Savio e Uncini: un momento chiave che segnò la nascita della cosiddetta Scuola di Piazza del Popolo, gruppo informale ma influente che rappresentò la risposta italiana alla Pop Art americana. Schifano ne fu uno degli esponenti più importanti e iconici.
Dopo una prima fase informale, passò alla creazione dei monocromi – grandi tele dipinte con un unico colore brillante, spesso interrotte da simboli industriali come scritte, loghi o segnali stradali – con i quali si avvicinò a un linguaggio visivo originale che univa pittura e riflessione critica sull’immagine. A partire dal 1962, durante un soggiorno a New York, entrò in contatto con la Pop Art americana, conoscendo artisti come Andy Warhol e Roy Lichtenstein. Tuttavia, la sua ricerca rimase sempre profondamente personale, radicata nella pittura e nella cultura europea.
Negli anni ’60 e ’70 sviluppò una produzione intensissima e multiforme: dipinti, collage, fotografie, film sperimentali, spesso contaminando linguaggi diversi. Fu tra i primi artisti italiani a lavorare con la televisione e il video, cercando di catturare il flusso dell’immagine contemporanea. Il ciclo dei Paesaggi anemici e quello dedicato alla TV sono emblematici del suo modo di riflettere sui media e sul bombardamento visivo moderno.
Negli anni ’80 e ’90 Schifano proseguì la sua ricerca, tornando spesso su temi ricorrenti come la natura, l’archeologia, l’arte del passato (es. le citazioni da Balla, Botticelli, Giotto), reinterpretati con uno stile pittorico gestuale e immediato, spesso su supporti non tradizionali come la carta da pacchi o il plexiglass. La sua opera, costantemente sospesa tra pittura, segno e immagine mediatica, è una delle più complesse e ricche del secondo Novecento italiano.
Figura irregolare, affascinante e controversa, Schifano visse in modo tumultuoso, tra intensi periodi creativi e fasi di crisi personale. È stato anche regista e autore di film sperimentali, come “Umano non umano” (1969), diventato un’opera cult. Collaborò con intellettuali, musicisti (come i Rolling Stones) e personaggi della controcultura.
Morì a Roma il 26 gennaio 1998. La sua eredità artistica è oggi riconosciuta a livello internazionale: le sue opere si trovano in importanti collezioni pubbliche e private, e il suo ruolo è centrale nella storia dell’arte italiana del dopoguerra.
Mario Schifano (1934–1998) è stato un artista italiano tra i protagonisti della Scuola di Piazza del Popolo, noto per i suoi monocromi, la rielaborazione della Pop Art e la riflessione critica sull’immagine e i media contemporanei.
Via della Reginella 3 – 00186 – Rome
Via di Sant’Ambrogio 26 – 00186 – Rome
email: artecontemporanea@ericafiorentini.it
tel.: (+39) 06 3219968
©2025 E.R.A. S.r.l. All Rights Reserved – Privacy Policy – Cookie Policy