Mimmo Rotella nacque a Catanzaro nel 1918. Dopo il diploma, nel 1941 venne chiamato alle armi e l’anno seguente partecipò al conflitto, potendo tornare a Roma solo nel 1945. In quell’anno entrò in contatto con l’avanguardia romana, frequentando gli artisti del Gruppo Forma 1, come Carla Accardi, Pietro Consagra, Piero Dorazio, Achille Perilli, Giulio Turcato, Antonio Sanfilippo e altri. Dopo un primo periodo figurativo, si dedicò alla pittura astratto-geometrica, ispirandosi a Kandinskij e Mondrian, ed espose già dal 1947 con l’Art Club. Parallelamente avviò una sperimentazione personale nella poesia fonetica, che definì “epistaltica”, redigendo anche un manifesto nel 1949.

Nel 1950 espose a Parigi al Salon des Réalités Nouvelles e, l’anno successivo, prese parte alla storica mostra Arte astratta e concreta in Italia – 1951 alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma. Sempre nel 1951 ottenne una borsa Fulbright che lo portò come Artist in Residence all’Università di Kansas City, dove realizzò anche un grande pannello murale e performance di poesia epistaltica ad Harvard. Tornato a Roma, comprese che il mezzo pittorico non bastava più alla sua ricerca, e nel 1953 ebbe quella che definì un’“illuminazione Zen”: la scoperta del manifesto pubblicitario come nuova materia artistica. Nacque così il décollage, tecnica basata sullo strappo di manifesti dai muri urbani e sul loro riutilizzo creativo in studio, in una sintesi tra collage cubista, ready-made dadaista e suggestioni informali.

Nel 1955 espose per la prima volta i manifesti lacerati nella collettiva “I Sette pittori sul Tevere”, e poco dopo Carlo Cardazzo gli dedicò una personale alla Galleria del Naviglio di Milano. Leonardo Sinisgalli paragonò la sua ricerca a quella di Lucio Fontana e Alberto Burri. Verso la fine degli anni Cinquanta i suoi décollages iniziarono a includere dettagli figurativi, e nel 1957 Rotella espose a Londra all’Institute of Contemporary Art. Nel 1958 prese parte alla mostra Nuove tendenze dell’arte italiana e nel 1959 incontrò il critico Pierre Restany, con il quale instaurò un legame destinato a durare a lungo.

Negli anni Sessanta aderì al Nouveau Réalisme di Restany, senza firmarne però il manifesto. Accanto ai décollages, realizzò assemblaggi e ready-made con oggetti comuni, avvicinandosi alle ricerche coeve della Pop Art. Nel 1961 partecipò a The Art of Assemblage al MoMA di New York e nel 1962 presentò la serie “Cinecittà” alla Galerie J di Parigi. I suoi manifesti strappati iniziarono a raffigurare icone del cinema e della musica, da Marilyn Monroe a Elvis Presley. Nello stesso periodo intensificò i rapporti con gli Stati Uniti, esponendo a Buenos Aires e New York. Nel 1964 ebbe una sala personale alla Biennale di Venezia.

Dopo un periodo di difficoltà personali e giudiziarie, si trasferì a Parigi, dove sviluppò i riporti fotografici e gli artypos, fogli tipografici di prove di stampa recuperati e trasformati in opere. Tra il 1967 e il 1968 visse a New York, frequentando il Chelsea Hotel e conoscendo Andy Warhol, Claes Oldenburg e altri protagonisti della scena americana.

Negli anni Settanta esplorò nuove tecniche come i frottage e gli effaçage, pubblicò il diario Autorotella (1972) e partecipò a mostre retrospettive importanti, tra cui quella alla Rotonda di Via Besana (1975). Si dedicò anche alla poesia sonora e alle plastiforme, manifesti accartocciati e inglobati in teche di plexiglas.

Nel decennio successivo si stabilì a Milano, elaborando i blanks, manifesti azzerati coperti da fogli monocromi, e le sovrapitture, caratterizzate da interventi pittorici su manifesti lacerati, ispirati al graffitismo urbano. Partecipò a rassegne internazionali come la Biennale dell’Avana (1986) e realizzò opere pubbliche, tra cui la scultura Omaggio a Tommaso Campanella a Gibellina.

Negli anni Novanta la sua notorietà internazionale crebbe ulteriormente: prese parte a mostre come Art et Pub al Centre Pompidou, High and Low al MoMA (1990), The Italian Metamorphosis 1943-1968 al Guggenheim (1994), Face à l’Histoire al Centre Pompidou (1996) e Art and Film since 1945: Hall of Mirrors al MOCA di Los Angeles (1996). Nel 1992 ricevette dal ministro Jack Lang il titolo di Officiel des arts et des Lettres e nel 1998 dedicò al cinema di Fellini la serie Felliniana.

Nel 2000 nacque la Fondazione Mimmo Rotella, che accompagnò l’artista negli ultimi anni di attività, sostenendone mostre e pubblicazioni. Nel 2002 pubblicò la sua seconda autobiografia, L’ora della lucertola, e nel 2004 ricevette la laurea honoris causa in Architettura dall’Università Mediterranea di Reggio Calabria. Nel 2005 fu inaugurata a Catanzaro la Casa della Memoria, nella sua abitazione natale trasformata in casa-museo.

Mimmo Rotella si spense a Milano l’8 gennaio 2006, all’età di 87 anni. La sua opera è oggi riconosciuta come una delle più innovative del secondo dopoguerra europeo, capace di trasformare la materia effimera della pubblicità e del consumo in immagini dirompenti, ponte tra l’informale, il Nouveau Réalisme e la Pop Art.

Mimmo Rotella

Mimmo Rotella (Catanzaro, 1918 – Milano, 2006) è stato un protagonista del Nouveau Réalisme, celebre per i suoi iconici décollages di manifesti pubblicitari.

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