Naoya Takahara

Naoya Takahara (1954, Ehime Giappone) 

è nato nel 1954 a Ehime, in Giappone. Dopo essersi laureato in discipline artistiche nel 1976 presso la Tama Arts University di Tokyo, ha intrapreso numerosi viaggi in Europa, stabilendosi poi in Italia, dove ha portato avanti la sua attività artistica. La sua ricerca si concentra sullo straniamento del reale, un concetto che mira a capovolgere la consueta percezione del mondo per stimolare lo sguardo attraverso l’ironia e l’incongruenza. Takahara ha saputo combinare la sensibilità estetica orientale con le suggestioni dell’arte occidentale, in particolare con l’opera di Lucio Fontana e Piero Manzoni, la Pittura Analitica e l’Arte Povera. La sua produzione si distingue per l’uso di materiali semplici, spesso combinati in modo inaspettato, per creare forme che sfidano la logica visiva e la funzione dell’oggetto. Tra le opere più significative si ricordano Senza titolo (1987) e Doppia (1995), un’installazione in legno e macchina da scrivere che esplora i temi dell’identità, dell’alterità e della distanza tra l’essere e la rappresentazione. Nel corso della sua carriera Takahara ha partecipato a numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero, consolidando una presenza di rilievo nella scena artistica contemporanea.

Tra le esposizioni più importanti si ricordano la mostra antologica остранение alla GABA.MC – Galleria dell’Accademia di Belle Arti di Macerata, dal 24 gennaio al 20 marzo 2020, a cura di Antonello Tolve, e la partecipazione al progetto Quel che non puoi vedere / Tentativi di visione presso la Galleria Bruno Lisi di Roma, dal 4 al 30 aprile 2022, insieme all’artista Federica Luzzi. Nelle sue opere Takahara costruisce un linguaggio visivo capace di disarticolare la geometria, la funzione e la familiarità degli oggetti quotidiani per produrre effetti di straniamento e riflessione. Lo spettatore è invitato a interrogarsi non solo su ciò che osserva, ma sul modo stesso in cui percepisce e interpreta l’immagine. L’artista si muove tra il concetto di illusione e quello di immaginazione, intesa come forza creativa capace di integrare la realtà e di proiettarla in una dimensione nuova e poetica. Con la sua opera, Naoya Takahara ha dato vita a un percorso coerente e profondo che unisce filosofia, sensibilità orientale e rigore formale, offrendo uno sguardo originale e meditativo sulla condizione umana e sulla natura stessa dell’arte.


Naoya Takahara

Naoya Takahara (1954, Ehime Giappone) 

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