
Nicola Carrino (Taranto, 1931 – Roma, 2018) è stato pittore e scultore legato al Gruppo 1.Â
Nato a Taranto nel 1932. Dopo una breve esperienza nel campo dell’ingegneria, abbandonò gli studi tecnici per dedicarsi completamente all’arte, da autodidatta. I suoi primi lavori furono pittorici e risentivano di una formazione legata al realismo e all’esperienza informale, che lo portarono progressivamente a esplorare le strutture geometriche e lo spazio come luogo di relazione tra forma e materia.Nel 1962 si trasferì a Roma, cittĂ nella quale sarebbe rimasto per tutta la vita, diventando una delle figure piĂą significative dell’arte italiana del dopoguerra. Qui, nel 1965, fondò insieme ad altri artisti come Nato FrascĂ , Gastone Biggi, Achille Pace, Pasquale Santoro e Giuseppe Uncini il Gruppo 1, movimento orientato verso una nuova visione costruttiva e razionale dell’arte, in opposizione all’informale. L’obiettivo del gruppo era quello di superare l’emotivitĂ espressiva, per costruire un linguaggio fondato su ordine, logica e dialogo con l’architettura e l’ambiente urbano.A partire dalla fine degli anni Sessanta, Carrino concentrò la sua ricerca sulla scultura modulare. Le sue opere, realizzate in ferro, acciaio o altri materiali industriali, nascono da un principio di costruzione e trasformazione continua: strutture che possono essere montate, smontate, ricomposte, variate nel tempo e nello spazio. Le serie dei “Costruttivi” e dei “Decostruttivi” rappresentano le due anime di questo percorso, in equilibrio tra ordine e disgregazione, stabilitĂ e metamorfosi. La poetica di Carrino si fonda su una visione dinamica della scultura, intesa non come oggetto statico ma come processo aperto, capace di modificarsi e di dialogare con il contesto urbano e architettonico. Le sue opere sono presenti in numerose collezioni pubbliche e private, e in spazi monumentali dove la scultura diventa parte integrante dell’ambiente. Parallelamente alla sua attivitĂ artistica, Carrino si dedicò all’insegnamento, ricoprendo per molti anni la cattedra di Scultura nelle Accademie di Belle Arti italiane. Nel 1993 fu eletto Accademico di San Luca, ricevendo numerosi riconoscimenti per il suo contributo alla ricerca artistica contemporanea. La sua opera rimane una delle testimonianze piĂą alte della scultura costruttiva e modulare in Italia, simbolo di una concezione dell’arte come processo di continua trasformazione e dialogo con lo spazio.Â
tra le mostre personali in cui ha preso parte in vita si annoverano: “Nicola Carrino. Costruttivi 1969-1973”, VII Biennale del Metallo, Piazza della Signoria, Gubbio (1973) ;  “Nicola Carrino. Opere e Interventi 1959-1979″  (1979) Galleria Comunale d’Arte Contemporanea, Castello Aragonese, Taranto.  “Nicola Carrino. Azione e Trasformazione, dall’informale ai Costruttivi Trasformabili 1957-1985”, Galleria Comunale d’Arte Contemporanea (Sala Sant’Ignazio), Arezzo (1986);  “Nicola Carrino. Progetto Gubbio 92”, XXI Biennale di Scultura, Gubbio (1992); “Nicola Carrino. Costruttivo 96, Sculture, Disegni, Progetti Urbani, 1967-1996 XL Premio Campigna, Galleria d’Arte Contemporanea Vero Stoppioni, Santa Sofia (1996); (2007) “Nicola Carrino”, The Mayor Gallery, Londra;  (2010)  “Nicola Carrino”, Arte Invernizzi, Milano.Â
tra le mostre postume: Nicola Carrino. Ricostruttivo”, MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma (2028);  “Omaggio a Nicola Carrino e Pino Spagnulo” – CRAC Puglia Taranto (2023)Â
Nicola Carrino (Taranto, 1931 – Roma, 2018)Â
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