Tomaso Binga

Bianca Pucciarelli Menna, alias Tomaso Binga, è nata a Salerno nel 1931 e vive e lavora a Roma. Lo pseudonimo maschile che utilizza fin dall’inizio della sua attività artistica, negli anni Settanta, è da tempo parte indissolubile della sua personalità e del suo lavoro. È proprio nel 1971 che Tomaso Binga inizia la sua sperimentazione artistica e poetica incentrata sulla scrittura verbo-visiva, una ricerca nata in Italia tra gli anni Cinquanta e Sessanta e che ha coinvolto molti importanti artisti e scrittori sotto il nome di Poesia Visiva. Bianca utilizza il suo pseudonimo come atto ironico e polemico contro la classificazione di genere, uno schiaffo ai privilegi della presenza maschile negli aspetti della vita quotidiana, familiare, professionale e, naturalmente, nell’ambiente artistico. Nella prima fase della sua carriera lavora con la scrittura a-semantica, presentando la sua prima mostra nel 1974 alla Galleria Obelisco di Roma con un’importante introduzione di Ermanno Migliorini. Nel 1974 partecipa alla mostra Coazione a mostrare, curata da Romana Loda a Erbusco e diventa direttrice dell’associazione culturale “Lavatoio contumaciale” di Roma, dove promuove numerose iniziative di poesia, arti visive e nuovi media. Nel 1974 inizia le sue azioni performative, la prima delle quali è Parole da distruggere, parole da conservare. Gli anni successivi saranno ricchi di attività culturali e di mostre significative: nel 1976 completerà una serie di opere che rimarranno un caposaldo della sua ricerca artistica, la sua “Scrittura Vivente”: lettere dell’alfabeto formate con un corpo femminile in diverse posizioni e soprattutto le sue famose carte da parati, la prima delle quali è Carta da Parato, una carta da parati modificata da un segno grafico continuo, che ricopre se stessa e un’intera casa ai Parioli durante una performance di Poesia dichiarando “Io sono una carta!”. In questo stesso anno inizia a collaborare con la fotografa Verita Monselles e viene invitata a partecipare alla mostra organizzata da Mirella Bentivoglio dal titolo Tra linguaggio e immagine. Importante nella sua attività è la costante frequentazione di ambiti culturali sia visivi che linguistici, sempre in stretta relazione e confronto: produce libri-oggetto, partecipa a eventi di poesia sonora, pubblica i suoi testi su numerose riviste e libri di poesia, lavora costantemente sullo stereotipo linguistico e visivo, sempre con l’obiettivo di eluderlo e ferirlo, rendendolo potente o meno per scopi non previsti. Nel 1992 diventa vicepresidente della Fondazione Filiberto Menna, continuando a partecipare a importanti mostre e iniziative culturali.

Tra le altre esposizioni e iniziative culturali si segnalano:

Magma, Museo Castelvecchio, Verona (1977); Materializzazione del linguaggio (Biennale di Venezia, 1978); Tomaso Binga: Storie di ordinaria scrittura 1970-1987, A.A.M. Architettura Arte Moderna di Roma, Roma (1987); Poesia Totale, Palazzo della Ragione, Mantova (1998); VII Congresso Internazionale di Arte Media, Università di Salerno, Salerno (1999); Bunker Poetico, Biennale di Venezia (2001); Autoritratto di un matrimonio, MLAC – Museo Laboratorio, Università La Sapienza, Roma (2005); La Scrittura, Fondazione J. Klemm, Buenos Aires (2006); Viaggio nella parola, Studio Gennai, La Spezia (2007); Art Action. VI Festival Internazionale, Mantova (2008); Prefigure, Galleria Wunderkammern, Roma (2011); Per-forming a collection, MADRE, Napoli (2013); Anni ’70 / Arte a Roma, Palazzo delle Esposizioni, Roma (2013); Corpo a Corpo, GNAM – Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma (2017); Corporale, Erica Ravenna, Roma (2017); Televisionario. Francesco Vezzoli guarda la RAI, Fondazione Prada, Milano (2017); MAGMA. Il corpo e la parola nell’arte delle donne tra Italia e Lituania dal 1965 ad oggi, Palazzo Poli, Roma (2018); Storie in gioco, Galleria Erica Ravenna, Roma (2018); Tomaso Binga: A Silenced Victory, Mimosa House, Londra (2019); Who’s Afraid of Drawing? Works on Paper of the 20th Century from the Ramo Collection, Museo del Novecento, Milano (2019); Tomaso Binga, Galleria Tiziana Di Caro, Napoli (2020); Doing Deculturalization, Museion, Bolzano (2019); Il soggetto imprevisto. 1978 Arte e Femminismo in Italia, Frigoriferi Milanesi, Milano (2019);Il latte dei sogni Biennale di Venezia (2022); Vita Nuova. Nuove sfide per l’arte in Italia. 1960-1975, MAMAC, Nizza (2022); Scrivo di proprio pugno, Galleria Erica Ravenna, Roma (2022); Ri-Materializzazione del Linguaggio. 1978-2022, Fondazione Dalle Nogare, Bolzano (2022); Territori della performance: percorsi e pratiche in Italia (1967–1982), Museo MAXXI, Roma (2022); Tomaso Binga – Corps-poésie, La Galerie, Noisy-le-Sec, Francia (2023); A Model, Mudam – Musée d’Art Moderne Grand-Duc Jean, Lussemburgo (2023); Corpus Naturae | Tomaso Binga e María Ángeles Vila Tortosa, Mattatoio, Roma (2024); Una macchina è una macchina, Galleria Erica Ravenna (2024); Intorno a interventi spontanei per alcuni amici, Galleria Erica Ravenna, Roma (2024); Tutta l’arte è relazionale: ?, Galleria Erica Ravenna, Roma (2025); Tomaso Binga – Euforia, Museo MADRE, Napoli (2025); UNAROMA, a cura di Luca Lo Pinto e Cristiana Perrella, MACRO, Roma (2025).

Tomaso Binga

Tomaso Binga (Salerno 1931) – nome d’arte di Bianca Pucciarelli Menna – è un artista, poeta e performer che vive e lavora a Roma.

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