Vincenzo Agnetti (Milano 1926 – 1981), artista, scrittore, poeta, protagonista dell’Arte Concettuale italiana.

Diplomato a Brera, frequentò successivamente la scuola del Piccolo Teatro.

Le sue prime esperienze, apparentemente perdute, arricchirono la profondità e la complessità di un artista la cui produzione si dispiegò in meno di quindici anni, dal 1967 al 1981. Esordì alla fine degli anni Cinquanta, combinando la pittura informale con l’attività di critico, saggista e teorico. Nel 1957 collaborò con Azimuth e con l’omonima rivista. Il concetto di dimenticare a memoria rappresenta e unifica la prima fase della vita e dell’opera di Agnetti. A partire dal 1960, infatti, egli radicalizzò la dimensione concettuale della propria pratica artistica, prendendo le distanze dalla pittura e identificando l’arte con l’assenza e con un rigoroso approccio analitico, volto all’esame puro delle idee. In questi anni approfondì la sua amicizia con Piero Manzoni attraverso una fitta corrispondenza, dalla quale nacquero i primi scritti proposizionali, tra cui la prefazione alle Tavole di accertamento di Manzoni e Non commettere atti impuri, pubblicato su Azimuth. In questi testi sono già presenti gli elementi che svilupperà in seguito. Nel 1962 ebbe inizio il suo periodo sudamericano. Con la famiglia si trasferì in Argentina, dove rimase fino al 1967, lavorando nel campo dell’automazione elettronica.

Nel 1968 — in coincidenza con l’anno delle proteste studentesche — espose La macchina drogata presso la Galleria Cenobio-Visualità. L’opera consisteva in un’installazione sorprendente: una calcolatrice Olivetti Divisumma 14 i cui numeri erano stati sostituiti da lettere dell’alfabeto, generando così paesaggi linguistici. Agnetti spinse al limite le implicazioni politiche de La macchina drogata, producendo opere che acquisirono al tempo stesso forza estetica e identità autonoma.

Dopo una breve pausa, introdusse una nuova serie intitolata Assiomi, che può essere vista come un’eco del suo precedente lavoro concettuale. Nel 1975 Agnetti aprì uno studio a New York, dove collaborò con Ronald Feldman. Nella città americana la sua unicità risultò immediatamente evidente: la sua opera era un’operazione concettuale radicata in un universo poetico e filosofico di matrice europea, fondato su linguaggio, tempo, comunicazione e critica socio-politica. Nelle photo-graffie — alcune delle sue ultime opere, realizzate tra il 1979 e il 1981 — Agnetti andò oltre: la poesia permeava ormai lo stile stesso, offrendo un’immagine ironica e poetica che insieme anticipava e sostituiva la realtà esterna.

Vincenzo Agnetti morì improvvisamente il 1º settembre 1981, a Milano.

Tra le mostre e rassegne a cui  Vincenzo Agnetti ha partecipato, ricordiamo: numerose edizioni della Biennale di Venezia (1974, 1976, 1978, 1980); Documenta 5, (1972); Quadriennale di Roma (1972); la Biennale di S. Paolo (1973); Vincenzo Agnetti. Retrospettiva (1967-1980), Mart di Rovereto (2008); Vincenzo Agnetti. L’operAzione Concettuale, Centro Italiano Arte Contemporanea, Foligno (2012); A proposito di Vincenzo Agnetti, Museo D’Arte Contemporanea Villa Croce, Genova (2013); Vincenzo Agnetti. Opere da Collezioni Private, Matteo Lampertico Arte Antica e Moderna, Milano (2014); Testimonianza, Galleria Il Ponte, Firenze (2015); Vincenzo Agnetti, Palazzo Serbelloni, Milano (2016); Vincenzo Agnetti – La lettera perduta, Archivio Agnetti, Milano (2016); Giorgio Morandi/Vincenzo Agnetti, Differenza e ripetizione, Palazzo De Sanctis, Teramo (2016); Agnetti. A cent’anni da adesso, Palazzo Reale, Milano (2017); Vincenzo Agnetti. Oltre il linguaggio, Osart Gallery, Milano (2017); Unfinished culture #2, Fondazione Brodbeck, Catania (2017); Equivalence – Meditation, Archivio Vincenzo Agnetti, Milano (2017); Vincenzo Agnetti: Territories, Lévy Gorvy, Londra/New York (2017); Solo. Vincenzo Agnetti, Museo del Novecento, Firenze (2019); Vincenzo Agnetti. NEG: suonare le pause, Padiglione de l’Esprit Nouveau, Bologna (2019); Vincenzo Agnetti, GAM, Torino (2022); Tempo e Memoria, Galleria Cardi, Milano/Londra (2023); ‘Praticamente nulla da vendere’, MAMbo, Bologna (2024); Vincenzo Agnetti e Tomaso Binga: una macchina è una macchina, Galleria Erica Ravenna, Roma (2024); Tutta l’arte è relazionale: ?, Galleria Erica Ravenna, Roma (2025); Chi esce entra, Bibliotheca Hertziana, Roma (2025), PORTOFRANCO, a cura di Rossella Farinotti, Palazzo Soranzo Novello, Castelfranco Veneto (2025). Vincenzo Agnetti. Attraverso paesaggi possibili, in collaborazione con l’archivio Vincenzo Agnetti, Galleria Erica Ravenna, Roma (2026); Vincenzo Agnetti. Lavorare insieme è atto politico, Forma Edizioni, Teatro Nazionale di Firenze, in collaborazione con l’Archivio Vincenzo Agnetti, Rifugio Digitale, Firenze (2026)

Vincenzo Agnetti

Vincenzo Agnetti (Milano 1926 – 1981), artista, scrittore, poeta, protagonista dell’Arte Concettuale italiana.

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