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› Anatol Brusilovskij, Francisco Infante, Ilya Kabakov, Yuri Lopakov, Mogilevskij,
Ernst Neizvestnyi, Sobolev, Ulo Sooster, Vladimir Yankilevskyi, Boris Zutovsky
Testo in catalogo di Duccio Trombadori
Una nutrita serie di dipinti, acquarelli, disegni, inchiostri e incisioni costituisce una rara e preziosa testimonianza della cosiddetta “arte negata” in URSS tra gli anni ’60 e ’70: opere di quegli artisti non ufficiali (e in genere dissenzienti del “regime socialista”) che ripresero in modo originale la tradizione del “futurismo russo” aggiornando la loro espressione con l’esperienza estetica del mondo occidentale e con le neoavanguardie degli anni Sessanta e Settanta del ‘900. Tra i protagonisti principali di questo variegato panorama estetico, che offre una veduta in profondità del complesso mondo interiore di cui si nutre l’arte in Russia, figura Ilya Kabakov, presente in mostra con oltre quaranta disegni, figurazioni astratte e composizioni, realizzati nei primi anni Sessanta, che sono perlopiù i prototipi alla base del suo successivo sviluppo come campione del “concettualismo” sovietico e postsovietico. Accanto a quelle di Kabakov, figurano in mostra le opere di altri campioni di visionarismo simbolico ed esoterico (Ulo Sooster, Vladimir Yankilievskij, Boris Zutovskij, Yuri Sobolev, Ernst Neizvestnyi), di iconografia “cult” e “pop” (Yuri Mogilievskij, Anatoli Brusilovskij) di cinetismo neocostruttivista e cosmista (Lev Nusberg, Yuri Lopakov, Francisco Infante).
L’eccezionale raccolta proviene dalla collezione di Antonello Trombadori (1917-1993). Critico d’arte appassionato e militante della proposta neorealista fin dagli anni Quaranta e Cinquanta, Antonello Trombadori iniziò un percorso di revisione artistica a partire dagli anni Sessanta, con il recupero in Italia della tradizione metafisica e purista del primo ‘900 e con il sostegno dato in URSS agli artisti che predicavano la libertà espressiva oltre i canoni del “realismo socialista”. Buona parte delle opere attualmente in mostra sono la preziosa testimonianza della prima esposizione in Occidente dei pionieri del “dissenso” sovietico, che si tenne a l’Aquila nel 1965, e per la realizzazione della quale Trombadori ebbe un ruolo di primo piano.
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